LAscoli Calcio 1898 FC, meglio nota come Ascoli, è una società calcistica italiana con sede nella città di Ascoli Piceno. Milita in Serie B, seconda divisione del campionato italiano di calcio.

Fondato il 1º novembre 1898Nonostante il 1898 sia tradizionalmente indicato come anno d'istituzione della compagine, i giornali ascolani dell'epoca fanno risalire l'inizio dell'attività societaria al 1901. Tuttavia, nell'opera storiografica Ascoli Calcio: Album Storico Fotografico 1898-1974 viene precisato che tale discrepanza deriverebbe dal fatto che la nascita del club nel 1898 avvenne "in sordina anche per non far sapere alle famiglie che si erano "azzardati" a tanto e che audacemente avrebbero inforcati i potenti "bicicli"", e che soltanto "nel 1901 subentrò il prof. Fortis alla presidenza di questa società che diventò ufficiale"., l'Ascoli è uno dei club più antichi d'Italia ancora attivi. È soprannominato "La Regina delle Marche" in quanto è la squadra più blasonata della regione Marche, vantando 16 stagioni in Serie A, categoria nella quale il suo miglior piazzamento è il quarto posto della stagione 1979-80, e 27 in Serie B, categoria dove nell'annata 1977-78 stabilì il record di punti (61) nei tornei italiani a 20 squadre e due punti a incontro. Il periodo più vittorioso dell'Ascoli è quello coincidente con la presidenza di Costantino Rozzi, che guidò la società dal 1968 al 1994.

Il suo palmarès annovera, a livello nazionale, due campionati di seconda serie e due di terza serie, oltre a un Torneo di Capodanno, la Red Leaf Cup (quadrangolare nel quale l'Ascoli fu inviata dalla FIGC a rappresentare l'Italia) e a una Supercoppa di Lega di Serie C; inoltre ha partecipato 51 volte alla Coppa Italia. In ambito internazionale la formazione marchigiana vanta una Coppa Mitropa, assieme al raggiungimento di una finale di Coppa Anglo-Italiana.

La formazione picena si colloca al 31º posto nella classifica perpetua della Serie A e al 35º posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana secondo i criteri della FIGC e al 18º posto nella Classifica perpetua della Serie B.

I colori sociali sono il bianco e il nero.

Storia Le origini

La nascita della società, denominata in principio Candido Augusto Vecchi, avvenne il 1º novembre 1898, ma fu annunciata pubblicamente solo il 2 giugno 1901. I dodici giovani ascolani che fondarono la compagine in Via delle Canterine la intitolarono alla memoria dell'omonimo colonnello garibaldino, nato a Fermo, ma divenuto cittadino adottivo dalla città di Ascoli Piceno dopo il matrimonio con una donna della nobile famiglia ascolana dei Luciani. Nei primi tempi il sodalizio si occupò di varie discipline sportive, tra le quali il calcio e, in prevalenza, il ciclismo. Nel 1905, soprattutto per motivi politici, la società cambiò nome in Ascoli Vigor, ma fino al 1907 il gioco del calcio era praticato solo in gare amichevoli contro squadre semisconosciute. Ad aprire alla partecipazione a tornei ufficiali fu il figlio del portiere della sede del club, Wilson Bruschi, appena dodicenne, che intervenne durante una riunione dei soci fondatori esponendo una raccolta firme che aveva superato le mille adesioni. Wilson fu in un primo momento rimproverato dal padre, ma il suo intervento fu invece apprezzato dal consiglio d’amministrazione che si complimentò col ragazzino. In seguito la società avrebbe regalato due abbonamenti a vita per le partite dell’Ascoli alla famiglia Bruschi.

In seguito all'interruzione del primo conflitto mondiale la passione per il calcio si riaccese nel 1919 e, dopo lunga gestazione, nel 1921 si costituì lUnione Sportiva Ascolana, presieduta dal giornalista Giuseppe Secondo Squarcia. Nel 1922, per potenziare la società sportiva, la presidenza venne assunta dal Senatore Ing. Giovanni Tofani, pioniere dell'industrializzazione nel Piceno. Negli anni si succedettero alla presidenza il Marchese Piero Sacconi Natali e il Dott. Carlo Vecchiotti. Nel 1925 fu costruito lo stadio comunale dei Giardini (poi intitolato a Ferruccio Corradino Squarcia). Nel 1926 l'impianto fu inaugurato con un'amichevole contro la .

Il primo vero campionato federale ufficiale di Terza Divisione fu disputato nel 1927, e l'Ascoli si classificò al 1º posto. Fu la prima di tante promozioni che videro la squadra salire gradualmente in Serie C, raggiungendo in quegli anni il miglior piazzamento del 2º posto in tale categoria. Nel 1936 venne rinnovato il fondo dello Squarcia, dotandolo di manto erboso e migliorando le piste di atletica leggera. Pure in questo caso all'inaugurazione partecipò la Lazio, ma a causa della pioggia il campo tornò nelle condizioni precedenti.

Negli anni 1930 e 1940 l'Ascoli disputò stagioni di Serie C e Serie D, giocando i primi derby con le altre principali società marchigiane: l', la Fermana, la Maceratese, la , la ed altre.

Il secondo dopoguerra Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1944-45 vi fu un primo timido tentativo di ripresa delle competizioni calcistiche con le squadre rionali, poi unificate nellAssociazione Sportiva Ascoli. Questa squadra riprese a giocare ereditando il livello occupato, prima del conflitto, dall'Unione Sportiva Ascolana (Lega Sud di Serie C). Nel 1947-48 la Lega deliberò la riforma dei campionati italiani di Serie B e C (al quale ultimo risultavano iscritte ben 286 società). Fu disposto il blocco delle promozioni e l'Ascoli, 12º nel girone F della Lega Centro, fu iscritto al nuovo campionato di Promozione, come tutte le squadre classificate dal 3º posto in poi.

Nel 1952 la Lega decise di suddividere il campionato di Promozione in due serie: le migliori classificate avrebbero dato vita al campionato di IV Serie, le altre avrebbero formato il campionato di Promozione regionale. L'Ascoli, 3º nel girone L, conquistò l'accesso al livello superiore.

L'interessamento di Cino Del Duca

Nella stagione 1954-1955 l'Ascoli retrocesse nel campionato regionale di Promozione, registrando uno dei punti più bassi della propria storia sportiva a causa di una severa crisi finanziaria. Le cronache giornalistiche locali dell'epoca evidenziarono la criticità del bilancio societario, gravato da un passivo superiore ai dodici milioni di lire; tale condizione spinse l'allora presidente Egeo Giammiro a lanciare un appello a Mario Benvenga, nipote del produttore cinematografico e stampatore Cino Del Duca, al fine di sollecitare l'intervento dell'imprenditore, nativo di Montedinove ma affermatosi tra i maggiori esponenti dell'editoria internazionale in Francia. La rinascita con la Del Duca Ascoli L'istanza fu accolta dal mecenate marchigiano, il quale organizzò ad Ascoli Piceno la proiezione in anteprima del film Grisbì, devolvendo un primo contributo di un milione di lire per il risanamento dei debiti più urgenti. Successivamente, in vista della stagione 1955-1956, la preesistente Società Sportiva Ascoli incorporò per fusione la formazione montedinovese della Società Sportiva Lillo Del Duca (anch'essa di proprietà dell'editore), assumendo la denominazione ufficiale di Associazione Sportiva Del Duca Ascoli.

Cino Del Duca assunse la carica di presidente onorario del club, mentre la funzione di commissario straordinario fu affidata allo stesso Benvenga, incaricato di completare la riorganizzazione amministrativa e il rilancio sportivo del sodalizio. Sotto la nuova gestione, l'undici bianconero vinse il proprio girone nella stagione 1956-1957, ottenendo la promozione e il pronto ritorno in IV Serie.

Al termine del campionato di IV Serie 1958-1959 (allora ridenominato Campionato Interregionale), la squadra conquistò l'approdo in Serie C, pur essendosi classificata al quarto posto del torneo vinto dalla Maceratese. Il salto di categoria fu ratificato d'ufficio dagli organi federali della FIGC in applicazione di una riforma regolamentare straordinaria che, modificando le norme a rassegna in corso, dispose un ampliamento dei quadri organici della terza serie nazionale.

Anni sessanta e settanta

Negli anni 1960 si posero le basi per il futuro sviluppo della società. L'iniziativa fu presa da un gruppo di giovani imprenditori e operatori economici che ritennero importante favorire l'affermazione di una forte società sportiva con i colori bianconeri.

Nel 1962 fu inaugurato il nuovo stadio, che l'amministrazione comunale avrebbe in seguito intitolato ai fratelli Cino e Lillo Del Duca. Durante la sua presidenza, Del Duca acquistò un intero piano del palazzo costruito dai fratelli Santori in corso Vittorio Emanuele, destinandolo a sede della società e a residenza degli atleti. Alla sua morte (1967) la presidenza onoraria passò alla vedova, la signora Simone, che donando cento milioni alle casse della società espresse il desiderio di rinunciare all'incarico quando la squadra avesse raggiunto la promozione.

Negli stessi anni l'Ascoli giocò in serie C numerosi derby con la , tutti segnati dall'accesa rivalità delle due compagini. Quello giocato al Ballarin il 14 febbraio 1965 è ricordato però in modo particolare per il tragico episodio della morte del portiere bianconero Roberto Strulli. Strulli, in uscita bassa su Alfiero Caposciutti, venne colpito involontariamente al viso da una ginocchiata dell'attaccante, e riportò la frattura della mandibola. Morì all'ospedale di San Benedetto del Tronto dopo 14 ore di coma.

L'arrivo di Costantino Rozzi

Alcuni giovani imprenditori ascolani, intanto, avevano cominciato ad interessarsi delle sorti dell'Ascoli Calcio. Il loro punto di ritrovo era il bar/ristorante "Trieste". Si trattava di Bruno Loreti, commerciante, Carlo Sabatini, imprenditore edile, Giuliano Moricone, assicuratore, Iachino Pallotta, medico dentista, Roberto Benigni, imprenditore, Gino Regoli, imprenditore nel settore trasporti, e Walter Panichi, imprenditore edile. Il loro obiettivo a questo punto era rilevare la società e rilanciarla. Innanzitutto era necessario avere un capitale iniziale e da questo punto di vista si diede molto da fare Giuliano Moricone, che girava costantemente con un blocchetto di ricevute pronto ad accogliere ogni nuovo contributo; al momento di nominare un presidente, nel corso di un incontro avvenuto presso la sede di Corso Vittorio Emanuele, si individuò in Costantino Rozzi, figura emergente nell'economia locale, la persona giusta per ricoprire l'incarico, data la sua esuberanza, il suo entusiasmo, la grande capacità comunicativa.

Nel 1968 Rozzi, di professione impresario edile e fino a quel momento digiuno di calcio, divenne il nuovo presidente con l'intento di rimanervi solo sei mesi, giusto il tempo di risanare il bilancio. La sua comparsa fu, invece, la svolta decisiva, poiché egli si appassionò al calcio ed alla sua squadra al punto che non solo non rinunciò all'incarico, ma si spinse a dichiarare di voler portare l'Ascoli fino alla Serie A. Gino Regoli e Walter Panichi erano i veri "esperti" di calcio e operavano come un direttore generale ed un direttore sportivo.

Nella stagione 1971-72 la squadra, affidata all'emergente Carlo Mazzone e trascinata dal marcatore Renato Campanini, vinse il campionato e approdò per la prima volta alla serie cadetta. Nel 1972Almanacco illustrato del calcio 1992, Edizioni Panini S.r.l., Modena, 1991, p. 199. la società, affrancandosi dagli ultimi retaggi della Del Duca, prese il nome di Ascoli Calcio 1898. Già nel 1972-73 la matricola bianconera si classificò al 4º posto, mancando la promozione per un solo punto; ma il torneo successivo la vide totalizzare 51 punti e piazzarsi al 1º posto insieme al . Era la prima squadra marchigiana a conquistare la massima serie: per questo motivo, e per le numerose partecipazioni al campionato di serie A, i tifosi rivendicano all'Ascoli il titolo di "Regina delle Marche".