Rapallo (Rapallo in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del , pronunciato ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

La località è celebre per essere stata la sede di due importanti trattati di pace dopo la prima guerra mondiale, uno tra il Regno d'Italia e il Regno dei serbi, croati e sloveni nel 1920, e l'altro tra la Repubblica di Weimar e la RSFS Russa nel 1922.

Geografia fisica Territorio

Il territorio di Rapallo si trova nella parte occidentale del golfo del Tigullio, incastonato nel golfo che prende il suo nome (denominato storicamente "golfo del Grifo"Fonte dal libro di ), tra la piana dei due principali torrenti Boate - chiamato storicamente anche Bogo - e San Francesco, quest'ultimo sito nella parte orientale della città. Il territorio comunale è attraversato inoltre da numerosi corsi d'acqua e rii minori (tra i principali il San Pietro, il Santa Maria, il Sellano, il Cereghetta, il Carcara) dove, nel corso dei secoli, si sono sviluppati nuclei abitativi corrispondenti alle odierne frazioni e località rapallesi.

Raggiungibili da appositi sentieri, vi sono tra le principali vette del territorio il monte Manico del Lume (801 m, il punto più elevato di Rapallo e dell'area geografica del Tigullio occidentale-Golfo Paradiso), il monte Pegge (774 m, dove si trova il rifugio Margherita), il monte Lasagna (728 m), il monte Bello (713 m), il monte Rosa (692 m), il monte Orsena o Caravaggio (615 m, sede dell'omonimo santuario mariano), il monte Ampola (580 m) e il monte delle Pozze (528 m). A 612 m sul livello del mare si trova, presso il monte Letho, il santuario di Nostra Signora di Montallegro.

Altre montagne e zone collinari del circondario rapallese, dai confini orientali a quelli occidentali del territorio comunale, sono: il monte Zuccarello (617 m e quindi verso la Costa di Lamborno, a sud-ovest), il monte Castello (665 m), il monte Perini (689 m), il monte Crocetta (638 m), la Punta di Grondone (710 m) il monte Fascia (712 m), il monte Borgo (732 m), il monte Esoli (442 m), il monte di Ruta (417 m al confine con l'omonima località camogliese), la Sella di Ramezzana (351 m).

Il "crinale 1", che ha origine dal monte Pegge (già monte Lasagna), verso sud, divide la valle del torrente San Francesco (zona ad est della città) dalla valle del torrente Boate di San Pietro; fanno parte del crinale il monte Carmo (628 m), il passo di San Quirico o piana dei Merli (539 m), la punta di Serrato (560 m), il passo delle Collette (500 m) e il monte delle Pozze o Poggio (528 m). Il "crinale 2" ha invece origine dal monte Orsena o di Caravaggio, verso sud-est, e divide la valle del torrente Foggia (frazione di Sant'Andrea di Foggia) e del torrente San Pietro dalla valle del torrente Boate di Santa Maria; fanno parte del crinale la Costa di Benna (600–620 m), il passo della Croce (420 m) e la relativa Croce di Spotà (414 m) sul monte Orsena.

Il territorio è costellato inoltre da numerosi passi e valichi, lungo i due principali crinali, che permettono il passaggio montano nei confinanti comuni dell'entroterra. I principali passi sono: del Fondeghin (450 m), di Besain (620 m, che permette di raggiungere Chiavari), di Bosco Panalo (625 m), di Canevale (620 m), di Coreglia (per Coreglia Ligure a 635 m), della Crocetta (599 m per Dezerega e Coreglia Ligure), di Lasagna, di Pian di Masone (675 m), di Giasea (715 m), della Serra (641 m), del Gallo (485 m), delle piane di Caravaggio o di monte Ampola (498 m), di Pegoe Vegie (475 m), della Via Romana di Ruta (a 281 m presso la chiesa millenaria di Ruta).

L'estensione della città si sviluppa soprattutto nel suo immediato entroterra, dominato da zone prevalentemente pianeggianti e collinari, dovuto al grande e in alcuni casi disordinato sviluppo urbanistico che interessò la cittadina nell'immediato secondo dopoguerra, creando una vera e propria espansione periferica omogenea verso quelle zone in passato distanti dal centro storico. La rapida evoluzione di tale fenomeno, comune e, solo per certi versi, paragonabile ad altre cittadine della riviera ligure e italiane, prese il conosciuto e non certo estimativo nome di rapallizzazione.

La morfologia del territorio costiero, in alcune zone frastagliato, non permette lo sviluppo di spiagge sabbiose, più tipiche della zona orientale del Tigullio, quindi per l'attività stagionale estiva si è dovuto ricorrere alla realizzazione di stabilimenti balneari privati attrezzati su pontili in legno. Sono tuttavia presenti piccole spiagge libere nella zona del Lido (tra la foce del torrente Boate e il lungomare Vittorio Veneto), presso il cinquecentesco castello sul mare, nel quartiere storico di Avenaggi (detto storicamente Ê Nagge) e nella baia di Prelo a San Michele di Pagana.

Clima Il clima è mite, data la posizione geografica tra il mar Ligure e l'Appennino ligure.

Origini del nome Ad oggi non esiste ancora una versione certa e documentata sull'origine o il significato del toponimo Rapallo.

Tra le versioni più note si ipotizza la derivazione dal termine RapaluIl toponimo è citato nel libro di o, più correttamente, Ra palù traducibile in palude e questa derivazione si avvicinerebbe al concetto geologico primitivo della palude che, effettivamente, si trovava alla foce del torrente Boate e dove si sviluppò il primo insediamento del borgo. Secondo le affermazioni dello storico ligure Gaetano Poggi il toponimo deriverebbe invece da Rapa-lo con riferimento alle coltivazioni delle rape, che avrebbe avuto grande sviluppo nella località levantina.

Ancora un'altra versione, sostenuta dalla glottologa Giulia Petracco Sicardi, protenderebbe verso il termine gotico RappaIl toponimo è citato nel libro di , passato nei dialetti italiani col significato di piega, ruga, o fenditura e che riprenderebbe la morfologia effettiva del territorio rapallese.

Storia

Dalle origini alla costituzione in libero comune Il primo nucleo abitativo sembrerebbe risalire al 700 a.C. a seguito del ritrovamento, nel 1911, di un'antica tomba nell'attuale quartiere di Sant'Anna durante uno scavo d'estrazione dell'argilla per rifornire le vicine fornaci.La zona di Sant'Anna è pressoché relativa poiché, nonostante gli scavi furono seguiti e studiati da diversi storici dell'epoca quali Arturo Ferretto e Arturo Issel, la moderna espansione della città non ha permesso di stabilire con esattezza il luogo preciso. Negli scavi furono riportati alla luce diversi oggetti sacri, tra i quali un'urna cineraria in terracotta con croce gammata, contenente una cuspide di lancia in ferro, vasi e un braccialetto d'oro a forma di serpe. Dai primi studi effettuati sui rinvenimenti fu possibile stabilire l'origine etrusca, se non greca, dei reperti. Nonostante l'eccezionale scoperta, il materiale andò successivamente perduto (lasciando pertanto incertezza sulle prime origini del borgo) non potendolo quindi confrontare con i ritrovamenti preistorici, scoperti negli anni sessanta dello stesso secolo, della necropoli della vicina Chiavari.

Nel 643 re Rotari, sovrano dei Longobardi, dopo aver conquistato le terre della Liguria creò tra Zoagli e Rapallo un distaccamento militare (o postazione difensiva) contro i rivali Bizantini; a questo episodio storico viene fatto risalire il toponimo Marina di Bardi, località del comune di Zoagli. Fu in dominio degli arcivescovi di Milano, fuggiti in Liguria a causa dell'invasione longobarda: la pieve ambrosiana di Santo Stefano nel centro storico rapallese è considerata tra le pievi più antiche della Liguria assieme ai luoghi di culto ambrosiani, dello stesso periodo, presenti ad Uscio, Pieve Ligure e Recco nel Golfo Paradiso.

Nel 774 con la deposizione del sovrano Desiderio, a seguito delle sconfitte contro i Franchi a Susa e Pavia, terminò sostanzialmente il regno longobardo. Carlo Magno, già re dei Franchi, assunse il titolo di "re dei Franchi e dei Longobardi" (Rex Francorum et Langobardorum) e, nell'800, quello di "imperatore augusto".

A seguito del mutato quadro politico, all'interno della Provincia Maritima Italorum (una suddivisione amministrativa risalente al dominio bizantino, corrispondente pressappoco all'attuale Liguria), viene costituita dai Franchi, la contea di Genova che, tra i suoi territori, fu annesso anche il villaggio di Rapallo.

Nel 964 appare per la prima volta il nome del borgo rapallese in un atto notarileLa pergamena contenente l'atto notarile del 964 è conservata presso l'Archivio di Stato di Genova. nel quale viene citata la vendita di un terreno. Un documento del 1070 attesta, invece, un attacco via mare dei Pisani per vendetta politica contro la storica rivale Genova, evento che si verificò anche nel 1076 e ancora nel 1079.

In due diversi atti del 16 e 18 febbraio 1171 vengono citati per la prima volta i consoli di Rapallo (Ugo di Amandolesi, Rolando di Corrado e Giovanni di PescinoGiovanni di Pescino faceva parte dello storico sestiere di Pescino, che in seguito farà parte di Santa Margherita Ligure) facendo presupporre agli storici l'ormai costituzione di Rapallo in libero comune (Commvni RapalliL'esistenza dei consoli e della già probabile costituzione del comune è documentata nella "Storia di Rapallo e della gente del Tigullio" di Gianluigi Barni che riprende come fonte la tesi dello storico Arturo Ferretto nella sua pubblicazione nel mensile "Il Mare" del 22 gennaio 1910., termine ripreso anche nello stemma comunale), sotto la protezione di Genova alla quale i Rapallesi donarono due galee per contrastare la potenza della flotta navale pisana. Da alcune mappe geografiche e fonti storiche dell'alto medioevo si apprende la formazione geopolitica dell'originario territorio comunale: molto più esteso dell'attuale e costituito, oltre il borgo di Rapallo, pure dalle località di Santa Margherita Ligure e Portofino.

La podesteria e il successivo capitaneato

Nel 1203, con la divisione dei domini della Repubblica di Genova in podesterie, venne istituita la podesteria di Rapallo comprendente i principali borghi di Portofino, Santa Margherita Ligure, Cicagna e Lavagna. L'inserimento di Lavagna nel territorio sotto la giurisdizione rapallese creò, però, un contrasto con la famiglia Fieschi, conti lavagnesi, tanto che prima del 1222 il Tigullio fu ulteriormente diviso nelle due podesterie di Rapallo-Cicagna e Chiavari-Lavagna. È attestato al 17 marzo 1229 l'atto di giuramento degli abitanti di Rapallo, nel palazzo De Fornari di Genova, di fedeltà assoluta e completa dedizione verso la repubblica genoveseL'atto di dedizione fu giurata per Rapallo nella persona di Rustico di Pagana.; quest'ultima, riconoscente, nel futuro assicurerà al borgo la totale protezione difensiva.

Il 6 agosto del 1284 anche le galee rapallesi, con cinquanta uomini di Rapallo (e 50 unità dall'odierna Santa Margherita), si uniscono alla vittoriosa flotta navale genovese contro la marina di Pisa nella battaglia della Meloria nel mar Tirreno. Nello stesso anno si verificano un devastante saccheggio e assedio di ben settantadue navi della Repubblica di Venezia capitanate da Alberto Morosini, nipote del doge di Venezia Giovanni Dandolo e podestà di Pisa.

Subì un nuovo attacco navale nel 1320 da Castruccio Castracani, signore di Lucca, ma prontamente sedato dai soldati di Firenze, questi ultimi alleati dei Genovesi.

Nel 1450 le cronache storiche riferiscono della presenza della lebbra nel borgo che portò alla morte migliaia di vittime: è in questa fase storica che fu realizzato un ricovero provvisorio per gli ammalati fuori dal nucleo storico, nell'odierna località di Bana (lungo la storica strada carrozzabile per Camogli): il lazzaretto.