Himantolophus stewarti è una rara specie di pesce abissale appartenente alla famiglia Himantolophidae, i cosiddetti footballfishes, un gruppo di lofiiformi adattati alla vita nelle profondità oceaniche. La specie venne descritta nel 2011 dagli ittiologi Theodore Pietsch e Katherine L. Kenaley. Il nome specifico stewarti è stato scelto in onore dell'ittiologo neozelandese Andrew L. Stewart, studioso dei pesci degli abissi e collaboratore del Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa.
Etimologia Il nome del genere Himantolophus deriva dal greco himas o himantos, «cinghia», «laccio» o «striscia di cuoio», e lophos, «cresta» o «ciuffo», in riferimento al robusto illicio coriaceo che sporge dal capo di questi pesci.
Descrizione Come gli altri membri del genere Himantolophus, questa specie possiede un corpo globoso e compresso lateralmente, di colore scuro, ricoperto da piccole spine dermiche. La testa è enorme rispetto al resto del corpo e la bocca, ampia e protrattile, è armata di denti lunghi, sottili e ricurvi verso l'interno, ideali per trattenere prede catturate nel buio totale degli abissi. Sopra la testa si sviluppa il caratteristico illicio bioluminescente, una struttura modificata simile a una canna da pesca che termina con un'esca luminosa (esca), utilizzata per attirare pesci e crostacei abbastanza vicino da poter essere inghiottiti con un rapido scatto.
Distribuzione e habitat H. stewarti è noto principalmente dal Mar di Tasman, tra Australia e Nuova Zelanda, e sembra essere una specie propria delle acque profonde dell'emisfero australe sud-occidentale. Alcuni studiosi ritengono che il suo areale possa sovrapporsi almeno in parte a quello di H. appelii.
La specie vive in ambiente batidemersale e batipelagico, a profondità comprese approssimativamente tra 400 e 2000 metri, dove la luce del Sole non penetra più e l'ambiente è dominato da oscurità permanente, alte pressioni e scarsità di cibo. In queste condizioni estreme, la bioluminescenza rappresenta uno degli strumenti ecologici più importanti per la sopravvivenza.
Biologia Le femmine metamorfosate conosciute raggiungono circa 12,4 cm di lunghezza standard. Come in tutti gli Himantolophidae, esiste un marcato dimorfismo sessuale: i maschi sono molto più piccoli delle femmine e possiedono organi olfattivi altamente sviluppati, che consentono loro di individuare le compagne nelle immense distese oceaniche profonde. Diversamente da quanto accade in alcune altre famiglie di ceratioidei, i maschi degli Himantolophidae non si fondono permanentemente con il corpo della femmina.
La biologia di H. stewarti è ancora scarsamente conosciuta, poiché gli esemplari raccolti sono pochissimi e gli incontri diretti estremamente rari. Come altri footballfishes, probabilmente si tratta di un predatore opportunista che si nutre di piccoli pesci, crostacei e cefalopodi attratti dall'esca luminosa. La strategia energetica di questi animali è basata sulla capacità di sfruttare rapidamente qualsiasi occasione alimentare in un ambiente dove le prede possono essere molto rare.
Conservazione A causa della scarsità di dati disponibili e delle difficoltà di studio degli ecosistemi profondi, molti aspetti del ciclo vitale della specie rimangono sconosciuti. Tuttavia, le specie di Himantolophidae che vivono in acque oceaniche profonde sono generalmente considerate meno esposte alle pressioni antropiche dirette rispetto ai pesci di acque superficiali. La IUCN classifica H. stewarti come specie a Least Concern («rischio minimo»).
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Lophiiformes Categoria:Taxa descritti nel 2011