San Cristoforo è un affresco tardogotico presente sulle pareti del transetto meridionale della Chiesa di san Genoveffa (Sint-Genovevakerk) a Zepperen di Sint-Truiden nelle Fiandre, databile al 1509 circa. Si trova all'interno di un ciclo di affreschi che raffigurano il Giudizio Universale e la vita di santa Genoveffa..

Descrizione La composizione generale L'affresco è inserito entro una nicchia ogivale dipinta, che incornicia la scena con tonalità calde di ocra e rosso, enfatizzando la verticalità della composizione. L'opera presenta i caratteri tipici della pittura tardo medievale: disegno lineare, colori oggi attenuati dal tempo e una costruzione spaziale ancora semplice.

La figura di San Cristoforo La figura del santo domina l'intera composizione secondo la gerarchia dimensionale propria della sua iconografia: è rappresentato come un gigante, con il corpo possente e i piedi immersi nell'acqua, nell'atto di attraversare un fiume. Il volto è caratterizzato da lunghi capelli tenuti fermi da una benda attorcigliata, una barba folta e rossastra, e uno sguardo rivolto verso l'alto, indirizzato al Bambino portato sulle spalle. L'espressione trasmette sforzo fisico, coerente con il momento narrativo. Indossa una tunica corta di colore giallo-ocra e un mantello verde; alla vita porta una bisaccia, attributo del viandante e del pellegrino. È scalzo, come vuole la tradizione iconografica. Cristoforo si appoggia a un lungo bastone verde inclinato diagonalmente, che attraversa la composizione fungendo da asse visivo. Il bastone appare vivo, ornato di germogli e foglie di quercia ..

I pellegrini alla cintura Alla cinta di cuoio è appesa una bisaccia, tipico attributo del pellegrino e del viandante. Tre piccole figure di pellegrini animano questa zona: uno è a cavalcioni della cintura e suona un flauto, un altro pende dalla borsa nel tentativo di entrarvi, mentre dall'apertura della bisaccia si affaccia una donna vestita di bianco

Il Bambino Gesù Sulle spalle del santo siede il Bambino Gesù, raffigurato frontalmente e in posizione stabile, vestito di rosso. Con una mano benedice, con l'altra regge il globo crucigero, simbolo del dominio universale di Cristo.

L'eremita e il pescatore Nella parte inferiore sinistra della scena compare una piccola costruzione, probabilmente una cappella con facciata a graticcio e campanile, davanti alla quale si trova un eremita con lanterna: personaggio ricorrente nella Legenda Aurea che illumina il guado per guidare i viandanti. Accanto all'eremita è raffigurato un pescatore intento a gettare la lenza in acqua.

La fauna acquatica L'acqua in cui cammina il santo è popolata da una fauna ricca e varia: almeno otto pesci di diverse specie e dimensioni, lumache e un gambero o astice. La presenza di questi animali è caratteristica della tradizione iconografica germanica e simboleggia le difficoltà del passaggio, gli ostacoli che cercano di impedire al santo di portare il Bambino sull'altra riva. In chiave spirituale, rappresentano anche gli ostacoli alla conversione interiore di Reprobo, il nome pagano di Cristoforo prima del battesimo.

Tra i piedi del santo compare una sirena dal significato esplicitamente simbolico: si sta specchiando e pettinando, con i capelli sciolti lungo i fianchi e la lunga coda. È un emblema della vanità e della seduzione, collocata in posizione ostacolante rispetto al cammino del santo .

Note

Bibliografia

Bergmans, A., & Buyle, M. (2013). Internationale stijl in Mechelen: ontdekking, conservatie en onderzoek van de muurschilderingen van rond 1400 in de toren van de Sint-Janskerk. RELICTA (Brussel), 10, pp. 129–207. Walanus W. (2012), Crumena sancti Christophori. Przyczynek do ikonografii świętego olbrzyma, in Amicissima. Studia Magdalenae Piwocka oblata (pp.vol. 1, pp. 73–81; vol. 2, ills. on pp. 580-583) Publisher: Fundacja Nomina Rosae, Ogród Kultury Dawnej

Categoria:Affreschi Categoria:Pittura gotica Categoria:Dipinti su san Cristoforo