Corano (Curän in dialetto piacentino) è una frazione del comune italiano di Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza.

Geografia fisica Corano si trova ad un'altitudine di a circa dal capoluogo comunale,. del quale è la frazione posta all'altitudine maggiore..

Nei pressi della frazione è presente la sorgente del rio Carona che attraversa successivamente Borgonovo e Castel San Giovanni prima di sfociare nel rio Lora..

Storia Secondo alcune fonti il primo edificio religioso di Corano fu realizzato all'epoca dell'imperatore Valentiniano I, se non addirittura sotto Costantino I, non sono però state trovate prove a supporto di questa tesi.

All'epoca medievale risalgono le prime citazioni del castello, di cui non è conosciuto il momento preciso dell'edificazione; intorno alla metà del XII secolo esso fu raso al suolo dalle forze di Federico Barbarossa, mentre nel 1241 fu conquistato da re Enzio i cui soldati smantellarono la cinta muraria posta a protezione del complesso..

Al 1346 risale la prima citazione documentata della chiesa di Corano, all'epoca dipendente dalla pieve di Trevozzo. Nel 1372 Corano fu occupato dalle truppe del papa, le quali erano intervenute a sostegno di Amedeo VI di Savoia nella guerra contro Galeazzo II Visconti, le cui forze riconquistarono Corano, così come tutta la val Tidone l'anno successivo. Nel maggio 1417 il castello fu incendiato dal condottiero Francesco Bussone che contrastava la famiglia Arcelli per conto del Ducato di Milano.

Nel 1438 Corano fu elevato a contea insieme alla vicina Vairasco, con il titolo che veniva assegnato a Lazzaro Radini Tedeschi da parte del duca di Milano Filippo Maria Visconti; la zona fu confermata alla famiglia Radini Tedeschi anche dagli Sforza e rimase sotto il loro controllo fino alla sua estinzione, avvenuta alla scomparsa del conte Daniele Radini Tedeschi. Ottenuto il nullaosta da parte del re di Francia Francesco I che in quel momento estendeva il suo dominio sul ducato milanese, Corano passò al nipote Giovanni Anguissola che, dopo essere stato costretto alla fuga dal Piacentino a seguito del coinvolgimento nell'assassinio del duca di Parma e Piacenza Pier Luigi Farnese, li cedette a sua volta al nipote Giulio, i cui eredi mantennero il titolo comitale fino all'inizio del XIX secolo.

Tra il 1612 e il 1614 la locale chiesa venne ricostruita dopo che il vescovo di Piacenza Claudio Rangoni aveva minacciato tutti i parrocchiani di interdetto se non avessero avviato i lavori.

Monumenti e luoghi di interesse Chiesa di sant'Antonino martire, risalente secondo la tradizione all'epoca romana, appare per la prima volta in un documento del 1346, presenta una facciata a capanna, con un finestrone a lunetta sormontato, al centro del timpano, da un dipinto raffigurante sant'Antonino martire. Il campanile, innalzato alla fine dell'Ottocento, è posto sul lato sinistro. L'interno è a navata unica con cappelle votive poste in posizione laterale Castello di Corano, edificato nell'XI secolo, fu distrutto da un incendio nel 1417 e ricostruito pochi decenni più tardi. Si compone di un unico corpo principale, elemento piuttosto raro nel Piacentino, di forma trapezoidale realizzato in laterizio su di un basamento in pietra e affiancato da una torre quadrangolare. Le sezioni superiori di entrambi gli elementi sono ornate da un motivo a denti appuntiti in mattoni. All'interno sono presenti diversi affreschi opera del pittore novecentesco Luigi Arrigoni che vi ebbe lo studio all'inizio della propria esperienza artistica. Monumento ai caduti, consiste in una colonna spezzata che sormonta un libro in pietra, sul quale sono incisi i nomi degli abitanti di Corano caduti nel corso delle due guerre mondiali. A seguito della chiusura del complesso scolastico, dove era originariamente collocato, è stato riposizionato in un punto prospiciente la chiesa.

Note

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